Evidence of the Unexpected

INFO EVENTO
<li>VERNISSAGE:</li>

giovedì 16 maggio

h 19:30

Magazzino Tabacchi

<li>QUANDO E DOVE:</li>

17 maggio h 16:00 – 23:00

18 maggio h 11:00 – 13:00 

e 16:00 – 23:00

19 maggio h 10:00 – 13:00

e 16:00 – 20:00

Magazzino Tabacchi

<li>BIGLIETTI:</li>

ingresso gratuito

<li>MAPPA:</li>
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Le opere in mostra, progetti di immagini in movimento, affrontano l’imprevisto ponendo l’accento sulla sospensione, formale e sostanziale, di un ordine costituito, aprendolo alla fruizione collettiva.

L’imprevisto è generalmente percepito come un accidente del destino, come un avvenimento che interrompe il regolare corso delle vicende, generando un momento di scompiglio che ci obbliga  a cambiare assetto per ritrovare un centro, magari nuovo. L’imprevisto è un elemento rivoluzionario che sospende per il tempo della sua venuta, la forza motrice del pensiero logico, dell’ordine causa-effetto, del passaggio dal passato al futuro con un rapido accarezzamento del presente. Nell’attimo esatto del suo intervento, l’imprevisto sospende il giudizio diffondendo un nuovo regolamento, quello di un presente puro e sospeso, dove le categorie colle quali leggiamo la realtà, assumono una nuova prospettiva. Le opere in mostra, progetti di immagini in movimento, affrontano l’imprevisto ponendo l’accento sulla sospensione, formale e sostanziale, di un ordine costituito, aprendolo alla fruizione collettiva.

Muted Situations di  Samson Young (B. 1979, Hong Kong) è un lavoro nato nel 2014 e ancora in corso.  La serie, proponendo situazioni sonore alle quali è stato disattivato il suono, ragiona sulla ri-prioritizzazione dei d iversi livelli sonori.  Il silenzio non è silenzio. L’atto del “muting” non equivale a non fare nulla. Piuttosto, è una ri-immaginazione e una ri-costruzione dell’uditorio . Il “muting” implica  la soppressione consapevole delle voci dominanti conducendo alla scoperta dell’inascoltato e dell’emarginato.

The Scenes of Mind di Byo Rhu (B.1970 in Gunsan, Corea del Sud) affronta l’imprevisto da un punto di vista trascendentale. La prospettiva parte da una sovrapposizione di mente e paesaggio che attraversano il fluire del pensiero.  Il video/installazione cattura un paesaggio che improvvisamente e momentaneamente entra nella mente.

Domesticated Mountain di Andreas Angelidakis (B.1968, Atene) ragiona sulla sospensione di giudizio e la conseguente assuefazione prodotta dall’assorbimento passivo condotto dai mezzi tecnologici attuali.  Il linguaggio dell’architettura, qui annesso a una riflessione filosofica, diventa l’inaspettata cifra della nostra fine.

 

Photo Credit: Andreas Angelidakis – Domesticated Mountain – still from short animated film, 6,10m – Courtesy to the artist 

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